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1995

Angela Natale

 L'Unione Sarda, mercoledì 27 dicembre

  • Solidaìrietà. Il dramma, la sofferenza e la attese di tanti ricoverati. Natale a Villa Clara. Un concerto per non sentirsi più ,soli.

Dice Paola: "Ma io sono scema? No, non è vero: E che io non sono più io. Si, insomma, gli altri vivono e io...Anche qui, oggi: zitta Paola mi ha rimproverato un' infermiera, questo è un concerto, ha detto: non devi disturbare. Bella la musica vero? Mi piacciono molto Fausto Leali e Domenico Modugno: li ascolto sempre alla radio. A proposito si è rotta : me ne regali una?"
Lampi di gioia. urla e applaude, Paola. Non è la voce di Domenico Modugno, ma la musica di Beethoven, Chopin, Schubert, quella che l' altra sera le hanno disegnato sul viso incartucciato dall' uso e abuso dei neurolitici, meraviglie ed emozioni sopite. Sì, c' erano anche i sani. Ed erano in tanti nel primo padiglione dell' ospedale psichiatrico ad aspettare il Natale. C'erano medici, infermieri, parenti. C'era chi già sa id quelle donne sprofondate nel buoi della malattia, corrose dalla sofferenza, avvolte in una misteriosa e temuta diversità. Ma mancavano in tanti. In troppi, soprattutto mancava chi dovrà decidere che farne da qui ad un anno di questa gente lasciata marcire 30, 40, 50 anni nei lager dell' istituzione totale. Entro il '96 i manicomi d' Italia dovranno chiudere: che ne sarà di loro? Che sarà di Cesare, vicino di padiglione, 48 anni, rinchiuso a 18, che chiede : "Ce l'hai una sigaretta", e che balla pazzo di felicità. O Rina che dice "Io sono Dio. Mi hanno detto che oggi sono molto elegante, non m' interessa". "un problemaccio", commenta Franca Manca, il medico che da cinque anni lavora intensamente al desiderio di queste malate con attività di animazione che vanno dalla musica all' architettura, dal cucito al ricamo. "Ci sono molti pazienti che hanno perduto i legami col passato, con la propria famiglia d' origine, e altri con un passato di psicotici che ora, hanno problemi fisici. Nessuno li vuole: gli anziani potrebbero stare tranquillamente in una casa di riposo, hanno anche le possibilità economiche ma appena si scopre che hanno vissuto in manicomio per loro non c'è posto". Il gioco, meglio il dramma si ripete. Ricordate? Nel periodo immediatamente successivo all' entrata in vigore della legge Basaglia ( è del '78) il manicomio di Villa Clara dimezzò il numero di internati: da 1200 a 500, fino agli attuali 270. Che fine hanno fatto i malati di mente dimessi? E che fine faranno gli ultimi illusi e poi traditi da quella legge di riforma? Il piano psichiatrico regionale aveva indicato la strada prevedendo day hospital, "gruppi famiglia",  "comunità alloggio", di fatto non c'è niente. anche Nuoro, che aveva dato vita a un progetto interessante ha per problemi economici alzato bandiera bianca. Cagliari non ci ha mai nemmeno provato: due servizi di diagnosi e cura al Santissima Trinità e il nuovissimo centro si salute che resiste e il nuovo, nuovissimo centro di Marina Piccola. Si tratta di una sorta di day hospital per trenta pazienti tra cui cinque inquiline di Villa Clara. La difficoltà più grande è accompagnare le pazienti: "Sia loro che noi", dice la dottoressa Manca "abbiamo pochi operatori. La carenza di personale si riflette inesorabilmente sulle loro possibilità di recupero: il personale basta appena per seguire il paziente dal punto di vista sanitario, la riabilitazione manca perché è costosa". Troppo costosa. Tutto quello che si è fatto al secondo reparto donne, è ora il primo, il primo è stato pagato direttamente dalle pazienti tramite i loro tutori. Le feste di Carnevale, le mostre, i corsi di pittura tenuti da Beppe Cavagnino, lo stesso concerto di Natale realizzato in collaborazione con l' associazione musicale Suoni e Pause. Tutti insieme nel tentativo di togliere la follia della sua fatale irrimediabilità, riportare in vita donne prigioniere di meccanismi rituali inutili e umilianti. E l' altra sera, tutti, non solo gli occhi di un medico, hanno visto "l' adeguatezza dei pazienti in un contesto, come dire?, aperto. La capacità grandissima che hanno di accogliere in sé le emozioni della musica e di esserne stimolate".

 

L'Unione Sarda, martedì 28 novembre

  • Gli Spettacoli - Brevi
  • I piccoli pianisti vincitori del concorso musicale "Gramsci"

Organizzata dall'associazione "Suoni e pause" si è svolta nelle scorse settimane la terza edizione del premio Gramsci per pianoforte, riservato ai piccoli musicisti sardi. Sono stati selezionati ventinove pianisti, nove dei quali sono stati premiati con un concerto che si è svolto al teatro "Il Piccolo" di Cagliari. Sono Valeria Dessì, 13 anni; Egidio Loi, 12 anni; Isabella Deidda, 11 anni; Fabio Mureddu, 12 anni; Paolo Zanzu, 11 anni (tutti di Cagliari); Alessio Corona, 6 anni, di Carbonia; Alice Soldovilla, 9 anni di Villasor, Isis Pistis, 9 anni di Ales; Federico Cherchi, 11 anni di San Saperate. Alla manifestazione hanno partecipato il musicologo Felice Todde (con una relazione su Gramsci e la musica), il pianista Valerj Voskobojnikov, presidente della giuria (che ha analizzato la situazione musicale italiana); il pianista libano-francese Walid Akl, che ha proposto brani da Bach, Rachmaninov, Chopin e la pianista Maria Carla Notarstefano con brani di Ravel e Debussy.